Tracce di Sentiero

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Nuove avventure...
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venerdì 9 dicembre 2011

Un uomo al suo posto



UN UOMO AL SUO POSTO
Note per un documentario sotto il Monte Rosa

La Vita del Jo... tra le Sue montagne.

Link:
http://www.unuomoalsuoposto.it/index.html

lunedì 25 luglio 2011

Di nuovo a Sattal... con qualche novità

Campanello di casa

Alpesattal

Modifica alla cucina

Galline d'alta quota

dettaglio polli d'alta quota...

Nuvole...

Gnomo

ancora nuvole...

Alpe Campo

Dettaglio baite Alpe campo

Monte Rosa nascosto tra le nuvole

Monte Rosa nascosto tra le nuvole

Monte Rosa nascosto tra le nuvole

Capanna Margherita (4559 m.)

Rifugio Guglielmina e Vigevano (2889 m.)

Rifugio Guglielmina e Vigevano (2889 m.) 

Rifugio Ferioli

Rifugio Margherita




Ciao Yago.


domenica 24 aprile 2011

Alpesattal - il Jo alle prese con un nuovo progetto...














Notizie dalla Baita:
Lavori in corso, la finestra è quasi pronta.
Le galline hanno già lo zaino in spalla e gli occhiali da sole...
stanno salendo piano piano...
per Giugno arriveranno...
Il berrettino per il sole lo fornisce il Jo!
La vista dalla finestra sarà ottima!


martedì 28 luglio 2009

di nuovo a Sattal...

Nuova salita in baita dal Jo all'Alpesattal...
Bi e Ki anche se il numero avrebbe dovuto essere superiore, avevamo quasi riunito la triade dopo un sacco di anni... sarà per la prossima.
Un fine settimana strepitoso per il tempo, 2 giorni di sole pieno, il Rosa e la capanna Margherita da osservare senza una nuvola per un giorno intero!!!
dopo quasi un anno dall'ultima volta, un pochino di fatica nell'ultima parte, forse a causa del caldo (e del fatto che non avevamo ancora mangiato alle 18,00...), parte delle scorte per il Jo si sono consumate nell'ultima parte di sentiero, dall'Alpe campo.

Il Jo sembra in ottima forma, merito anche della Simo.

Peccato che la nostra comitiva sia sempre molto esigua, le defezioni sono sempre innumerevoli.

In compenso un simpaticissimo gruppo di Cantù e dintorni ci ha allietato con le loro disavventure dalle ciocche per ustione per aver portato a spasso il piccolo Yago alle ferite da flessibile per mettere a posto una racchetta...

Alla prossima...
Bi

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giovedì 12 giugno 2008

Novità in baita per Jo di Alpesattal...

Fate un salto a

www.alpesattal.com


Il Monte Rosa visto dal prato

La Baita e Jo

La baita

il piccolo Yago

... sempre il piccolo Yago



Dopo la fontana, presto saranno disponibili nuove strutture per facilitare la vita in baita...
Bravo Jo.

Nonostante tutto, continua la sua vita lassù...
ci vedremo un giorno...

L'ho sentito stamattina, è in attesa degli eventi, ma felice e sereno, SOPRATTUTTO OPEROSO!
un nuovo varco si apre verso la legnaia, dove prima c'era solo una finestrella adesso c'è una porta... considerando le dimensioni dei suoi muri non è opera da poco...

Bi

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martedì 4 marzo 2008

Il ritorno di Jo in Baita


Il Grande Jo dopo una racchettata di 5 ore è arrivato in baita, dopo lungo periodo lontano da casa.
In bocca al Lupo Jo.

venerdì 18 gennaio 2008

Val d’Otro - passo foric e Rifugio città di Vigevano e rifugio Guglielmina




 

La val d’Otro, a sinistra della Val Sesia, si ricongiunge con la stessa al passo foric, e al col d’Olen si unisce ulteriormente alla valle di Gressoney.
Giro della Val d’Otro con passaggio al colle d’Olen e salita al rifugio Vigevano,oppure al Rifugio Guglielmina e proseguendo fino sotto Punta Indren.
Dopo un arrivo in valle ad Alagna Valsesia, non può mancare un giro per il caratteristico paese, se necessario fare rifornimento di viveri, lungo il percorso non ci sono punti in cui poter fare la spesa, ma ci sono alcune strutture che vi possono ospitare, ma andiamo con ordine.
Una volta ultimata la vostra sete di conoscenza del paese e fatti i necessari rifornimenti, zaino in spalla e si inizia il sentiero che dietro la casa Colonia, si immerge nel verde paesaggio della vallata e sale con grossi gradini verso le prime pendici della montagna sovrastante (un 2000 metri).
Da Alagna non si vede il Monte Rosa, perché rimane coperto da una catena più bassa di cime di 2000 metri.
La salita al paese di Dorf una delle piccole Frazioni di OTRO, è relativamente breve, si passa dai 1191 del paese di Alagna ai circa 1670 metri delle caratteristiche case di Dorf uno dei piccoli insediamenti della val d’Otro.
Durante il tragitto ricordatevi in prossimità dello steccato di passare a visitare le caldaie d’otro, una serie di cascate di acqua di fusione che formano un laghetto con conseguente scarico d’acqua verso valle, fate attenzione soprattutto d’estate l’acqua è notevolmente veloce ed impetuosa e la portata d’acqua notevole.
Nonostante tutto la pendenza è tale per cui se non avete un discreto allenamento vi ci vorrà circa un’oretta per salire in paese (20 minuti se si è allenati), dipende anche da che peso avete sulle spalle…
La bellezza del luogo è la sua semplicità, le baite in via di ristrutturazione, le vecchie e caratteristiche abitazioni in legno vengono rimesse a nuovo, con lo stesso stile delle precedenti costruzioni, addirittura con gli stessi materiali, vengono sostituiti i travi marci e pericolanti, e vengono riutilizzate le stesse beole, pietre di ardesia per il tetto.
La valle è incontaminata, la vita sembra si sia fermata a 2 secoli fa, pascolo di mucche, nessuna macchina, si può solo salire a piedi, pace e tranquillità.
Se siete rispettosi del pascolo potete pernottare piantando la tenda in una delle tante nicchie che il paesino dispone, ricordate che i pascoli sono privati, e il terreno su cui poggiate eventualmente la tenda sono comunque di proprietà, quindi siate rispettosi, e create meno problemi possibili a chi vive nella valle.
In paese esiste una struttura ricettiva per il pernottamento e il ristoro lo ZAR SENNI, quasi sempre aperto durante i periodi di buona stagione, altrimenti solo nei fine settimana.
Un buon metodo potrebbe essere quello di piantare una tenda base a Dorf, e da qui poter effettuare alcune escursioni nelle vicine valli.


Effettivamente la val d’otro rappresenta un buon compromesso per non sostare ad Alagna paese, vivere in mezzo alla natura e in breve tempo raggiungere alcune mete, come per esempio i laghi Tailly, interessante escursione nel vallone fino alla saluta all’ormai scomparso Nevaio del Puio, il bivacco Marinelli,
il Passo Foric, il Col d’Olen, il Passo dei Salati e il successivo Punta Indren.
Le valli Sesia e Di Gressoney…
Insomma un buon punto base per effettuare escursioni o salite di uno o più giorni, per poi tornare alla base, relativamente anche vicino al paese per gli eventuali rifornimenti di cibo.
L’acqua abbonda ovunque.
È bene comunque sempre munirsi di cartina topografica dettagliata della zona e della sentieristica disponibile, i sentieri sono abbastanza ben segnati, ma in caso di poca visibilità può risultare di ottimo aiuto per orientarsi.
Un giro interessante potrebbe essere un anello con partenza sempre da Dorf, salita al Passo Foric (in circa 1,5 ore) , dove la Val d’Otro si ricongiunge alla Val Sesia,
partiamo quindi alla scoperta della Val d’Otro, si salgono i primi alpeggi, accompagnati dalle campane delle mucche che pascolano e dal richiamo delle marmotte che si allarmano al nostro passare.
Un pastore nel suo rifugio in quota sta preparando il latte, mentre la moglie munge instancabilmente le mucche, che docilmente attendono il loro turno, mangiando l’erba e salutandoci con un potente muggito, quando gli passiamo vicino.
Arrivati in prossimità del passo Foric, nel vallone sopra Alagna, ci accingiamo a salire verso i rifugi che nelle giornate senza nebbia, si vedono in alto a qualche centinaio di metri di dislivello.
Per raggiungere la costa su cui si inerpica il sentiero che conduce al Rifugio, occorre cambiare vallata e scendere per un centocinquanta metri per il sentiero 5b, poi in un sentiero che a malapena le capre riuscirebbero a salire ci arrampichiamo fino alla cima.
In realtà esistono due sentieri che portano al pianoro 5/5c, su cui è situato il rifugio Vigevano (circa 3 ore da Dorf ) (2889 metri), uno semplice ma lungo, come potete immaginare, uno corto, ma con la particolarità di dover utilizzare tutte e quatto le zampe che ti restano!.
Dopo una abbondante ora di salita ripida, le bandiere del piazzale del rifugio salutano il nostro arrivo.
Il piazzale, nonostante si trovi a 2889 metri, è spesso affollato di persone e stambecchi che incuranti delle persone leccano il sale della pietra davanti al rifugio.
Il rifugio Guglielmina è di fianco al Vigevano, ed entrambi sono perfettamente funzionanti con un’ ottantina di posti letto a testa.

Proseguendo il sentiero in breve si può raggiungere il Col d’Olen, oppure il Rifugio Scientifico Mosso (2900 metri), ultimamente ristrutturato dopo l’incidente di qualche anno fa, la salita fino al passo dei Salati (sul filo dei 3000 metri), dove c’è l’arrivo dell’ovovia da Gressoney e l’arrivo del primo troncone della cabinovia da Alagna…
Purtroppo, o per fortuna il progresso in queste valli ha portato una serie di innovazioni che da un parte hanno portato turismo e comodità ai valligiani, dall’altro hanno deturpato la vista della valle con immensi impianti di risalita e hanno incrementato il turismo di massa anche alle alte vette.
Non è difficile imbattersi in persone in scarpette da tennis che si aggirano in prossimità del ghiacciaio a punta Indren, come se fosse la cosa più ovvia.
Il ghiacciaio dell’indren, come del resto quasi tutti i ghiacciai delle Alpi si sta velocemente ritirando, anno dopo anno, cedendo il suo terreno alla roccia e allo sfasciume di detriti.
Volendo si può decidere di fare una digressione dal percorso ad anello e salire dal passo dei Salati a Punta Indren (3320 metri), passando dallo Stolberg, un sentiero attrezzato con corde e catene, leggermente esposto, ma abbastanza di facile percorrenza. per poi tornare sui propri passi e ridiscendere dal rifugio Vigevano per uno dei tanti sentieri che scendono verso valle ad Alagna, oppure se non necessita scendere a valle, potete sempre risalire al passo Foric e tornare a Dorf per la strada percorsa all’andata.
Dal Passo dei Salati è possibile scendendo costeggiando l’enorme pista da sci oppure per sentiero, scendere a Gressoney La Trinitè, Salire dal passo al Rifugio Mantova (3400 metri circa) o al rifugio Gniffetti (3667 metri) per poi adeguatamente equipaggiati (ramponi picca e attrezzatura da ghiacciaio) salire verso la Capanna Margherita (4559 metri) Il più alto rifugio d’Europa.
Dal Rifugio CITTÀ DI VIGEVANO si può raggiungere il Rifugio PASTORE con un sentiero che passando in quota scende da 2889 m. a 1800 del rifugio CRESPI CALDERINI.
Il rifugio PASTORE ALPE PILE (1575 m.) (Tel. 0163/91220), si trova nel parco naturale dell’alta Val Sesia (parco più alto d’Europa), è anche lui un buon punto di appoggio per i sentieri più alti, da qui s può raggiungere il bivacco incustodito GUGLIERMINA (3400 m.), sulla traccia del ghiacciaio del Bors.
Rifugio CITTÀ DI MORTARA si trova all’inizio del vallone del COL D’OLEN, ottimo riferimento per lo sci invernale (Percorso da Gressoney a Alagna e veceversa).
Dal Fondo valle di ALAGNA al rifugio CITTÀ DI MORTARA il tempo previsto è di circa 2 ore.(sentiero n° 5)
Dal rifugio CITTÀ DI MORTARA al RIFUGIO VIGEVANO il tempo previsto è di circa 3 ore. (sentiero n° 5 e 5c)
Numeri Utili:
  • Rifugio CITTÀ DI VIGEVANO (0163-91105)
  • Rifugio Guglielmina +39 0163-91444 cell. +39 347 2732082
  • Rifugio Città diMantova +39 0163-78150

venerdì 11 gennaio 2008

ITINERARI DELLA VAL SESIA e VAL D'OTRO


Itinerari in Val Sesia - Val d'Otro

Il primo itinerario della Val Sesia tentato è la salita a DORF, piccolo borgo a 1678 m., dove la vita è rimasta incontaminata dal progresso, si vive ancora come 200 anni fa, a parte la luce elettrica!.

Si raggiunge con circa 1 ora di cammino da Alagna (1191 m.), percorrendo un sentiero che inizia dalla casa colonica in paese (+/- dalla piazza della Banca).

Per i più allenati circa 20 min.

Lungo il sentiero di notevole bellezza c’è la CALDAIA D’OTRO, una serie di cascate di acqua consecutive, che scendono a valle direttamente dal ghiacciaio soprastante con una notevole potenza, formando un piccolo lago di acqua letteralmente gelata!. (non è consigliabile raggiungere la cascata, è notevolmente pericoloso, soprattutto durante il periodo estivo, per il notevole volume di acqua che scende a valle, il sentiero vicino all’acqua è molto scivoloso e molte volte è coperto dall’acqua stessa che Scorre molto velocemente. E’ bello da osservare e fotografare.

DORF è un ottimo campo base per escursioni, esiste un punto di ristoro alpino ZAR SENNI (Tel 0163/922952) in una bellissima casa Walser ristrutturata, Soccorso alpino (Tel. 118), acqua a volontà, C’è una teleferica per il trasporto del latte a valle.

La neve è presente da Ottobre / Novembre fino a Maggio.

giovedì 10 gennaio 2008

Alagna Valsesia (Vc) - Alpesattal - da Jo...










Da Jo dove le aquile imparano a volare

Definire l'Alpesattal un posto da sogno sarebbe veramente riduttivo.

Definirlo fantastico, potrebbe essere giusto, anche se dipende dai pinti di vista e soprattutto di pensiero, molti di voi mi prenderebbero per pazzo, ci sono 2 ore di sentiero, naturalmente in salita per superare gli oltre 800 metri di dislivello da Alagna paese.

Che dire allora?

provo a trasmettervi alcune sensazioni che l'amico Giuseppe mi ha fatto provare raccontandomi in una notte freddina e molto umida in cui davanti ad un buon bicchiere di vino e grappa la storia della baita e della sua spasmodica ricerca del posto giusto.

La storia è quella di un uomo laureato in filosofia, che vive arrampicando, lavorando in montagna, installando le protezioni per le valanghe e le frane, e nel resto del tempo, vive in tenda in giro per le Alpi...

Questo è l'inizio dell'avventura di Giuseppe.

"Sono oltre dieci anni che stavo cercando questo posto... e quando l'ho trovato per caso passando di qui, ho contattato il proprietario e l'ho comprato".

Un rudere, un ammasso di pietre e legno marcio, senza acqua, ne luce, tanto meno riscaldamento...

Molti rabbrividisco solo all'idea di pensarci...

L'altro giorno stavo parlando con una persona e si parlava di fonti di energia... si parlava della legna, della fatica di tagliarla, portarla a casa, impilarla e alla fine doverla portare in casa giorno dopo giorno, sera dopo sera..., ma la soddisfazione di fare questa fatica... e mi sento rispondere: "sono 200 anni che le persone cercano di avere le comodità del metano e tu vorresti tornare a fare fatica? tu sei pazzo!"

Forse lo sono, ma per me è una vita impagabile.

Torniamo a Giuseppe, Jo come tanti lo chiamano…

La baita completamente smantellata fino alle fondamenta anno dopo anno prende forma ed è tutt’ora in continuo cambiamento estetico, visto che a livello strutturale è ultra tecnologica e altamente avanzata in tutte le sue fonti di energia.

Pannelli solari per l’energia elettrica a 12 volt, serbatoi per l’acqua potabile e per l’acqua piovana per i servizi igienici, stufa a legna per il riscaldamento dei locali dove vive ed ospita i suoi amici e visitatori, una fornitissima dispensa dove raduna tutto il necessario per il periodo in cui è impossibile scendere in paese per fare la spesa.

Un muro a prova di gelo con 2 strati di isolante per evitare che durante il lungo inverno dove la temperatura scende parecchi gradi sotto lo zero l’acqua si congeli nei serbatoi, essendo indispensabile per la sopravivenza quando durante le lunghe nevicate resta isolato dal mondo per oltre 20 giorni.

Viene spontaneo chiedere come faccia con la posta… Giuseppe dice che il postino è salito una sola volta, giusto per vederedov’era, e quando ha visto il percorso e la distanza gli ha detto di mettere una cassetta della posta in paese…(però questi postini… esigenti!, nemmeno la voglia di fare 2 passi per portare la posta a destinazione… che tempi!).

Fin dalla prima volta, Giuseppe si è dimostrato un ottimo padrone di casa, con un’ospitalità fuori dal comune; ci lasciava persino spaparanzarci sul suo letto, mentre si conversava durante le lunghe e fredde notti.

Una baita spettacolare, frutto di intenso lavoro di costruzione e rifinitura, una struttura altamente ergonomia che riesce a sfruttare ogni singolo centimetro dello spazio a disposizione, in soli 37 metri quadri riesce a far stare comodamente oltre dieci persone.

Cucina, piano cottura tutto fatto artigianalmente, persino i rubinetti e i tubi dell’acqua sono sapientemente ricavati dal legno.

La cosa che colpisce di più però arrivando lassù è il panorama, una immensa, grandiosa, impareggiabile, fantastica vista sulla immensa parete del Monte Rosa davanti alla capanna Margherita che si staglia a strapiombo sulla bianca parete.

Nulla potrebbe descrivere cosa si prova a stare seduti alle 5 del mattino sul prato davanti alla baita attendendo l’alba dopo una notte insonne a parlare, il freddo del mattino ti attanaglia, eppure resti li a guardare, l’immensa bellezza della natura e delle montagne che si sveglia ad un nuovo giorno…

Ricordo la prima volta che ci siamo incontrati con Giuseppe, Ki un altro grande amico, ha guardato Giuseppe e mentre mi stavo mettendo abiti un pochino meno bagnati per la salita sotto la pioggia, ha detto: “Stai attento a quell’elemento uno di questi giorni potrebbe venire a vivere qui… ”, ”Sarebbe troppo bello!”

Giuseppe ha capito tutto, vive per sopravvivere!

Ritengo che quella sia la vera vita.

Vivi assaporando veramente ogni istante che passa, anche se resta comunque una scelta di vita intensa e piena di sacrifici, per questo ritengo non sia per tutti.

Un giro per disintossicarsi dalla vita quotidiana però resta una cosa che tutti possono fare, e dovrebbero fare, per poter assaporare almeno una volta cosa si prova ad essere lassù…

Durante l’inverno la troppa neve genera slavine, che scendono dalla montanga rendendo il percorso del sentiero impraticabile, pertanto prima di salire un consiglio chiamate Giuseppe sul cellulare e chiedete le condizioni della neve e se la salita/discesa è già tracciata, per evitare di incorrere in condizioni di salita proibitive.

Giuseppe quando nevica si prodiga appena possibile a tracciare il sentiero alternativo che evita il pezzo coinvolto nelle slavine, a quel punto la salita è possibile senza troppi rischi.

Ultima cosa…

Quando salite fatemi sapere se Giuseppe ha già portato il pianoforte in baita.

Sto aspettando per vedere la baita finita.

Ciao.

Istruzioni per salire…

Partendo dalla frazione di Ronco, superato l’abitato di Alagna, si prende il bivio sopra il ponte, ben segnato c'è un sentierino, con il segnavia numero 9 e le indicazioni per l’Alpesattal., lasciato l’asfalto ci si inerpica nel bosco lasciandosi il torrente alla sinistra, si arriva ad un primo gruppetto di case dove è consiglabile fare scorta d’acqua, non ne incontrerete più fino a destinazione e anche lassù non ci sono fontane, ci sono solo i serbatoi di Giuseppe, e lassù l’acqua è preziosa…

Attenzione a prendere l’acqua dal tubo dell’acqua potabile, visto che ci sono 2 tubi e solo su uno c’è la scritta “Acqua NON potabile”.

Dopo una serie di tornanti si guadagna l’alpe Campo, e proseguendo si arriva ai 2097 metri dell'Apesattal dove troverete una casa ricostruita a nuovo, con l'interno in legno e soprattutto un panorama mozzafiato, un cane immenso ed un omino, neanche tanto piccolo ad accogliervi nel Suo mondo.

In questa Baita isolata dal mondo, ma con tutti i confort, compreso punto internet e collegamento telefonico vive Giuseppe, la baita è aperta tutto l'anno e il gestore ospita a dormire al massimo 6 persone.

La salita dura circa 2 ore, qualche minuto meno se siete allenati e con la stagione “Buona”, si trasformano in una serie di ore durante l’inverno con la stagione Fredda e lo zaino pesante.

Durante l’inverno sono fortemente consigliati Ramponi e/o Racchette da neve.

Il sentiero è definito "Escursionistico", per cui non presenta passaggi insormontabili e chiunque in grado di camminare è in grado di arrivare.

La baita è fornita di tutto. Potete pernottare e anche mangiare.

Prezzo 29 euro per il pernotto in stanza unica e prima colazione, B&B.

Vi lascio i recapiti a cui fare riferimento:

BED & BREAFKAST ALPE SATTAL

Tel. 349/6308738 Pozzi Giuseppe per collegamenti telefonici

Indirizzo del sito:www.alpesattal.com dove potete ammirare le splendide foto.

e_mail:info@alpesattal.com per contattarlo via posta elettronica.

Mi raccomando chiamate prima di salire.

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