Tracce di Sentiero

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Nuove avventure...
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lunedì 24 agosto 2015

Aria frizzantina e rana infreddolita

Stamattina presto, quando ho aperto la finestra, l'aria era decisamente frizzantina...
Sono un animale da freddo, è vero, ma stamattina ero indolenzito dopo lunghi giorni di lavori sul verticale, e ho deciso di andare a fare una lunga passeggiata nei boschi di casa.
Una buona occasione per testare nuovamente la maglia tecnica della REDA in Lana merino.
Tempo cupo, nuvole basse e aria umidiccia, tempo da pioggia insomma.
Abbigliamento: maglia tecnica della REDA in Lana merino e una giacca anti pioggia per eventuali acquazzoni.
Alla partenza a freddo la sensazione è comunque di un gradevole tepore sulla pelle nonostante la giornata uggiosa, passo dopo passo il corpo si scalda, ma la sensazione di benessere rimane invariata, anche nei tratti più difficoltosi dove la fatica si sente maggiormente. sudorazione praticamente azzerata, anche con la giacca antipioggia che di traspirante ha assai poco.

Ottima anche in questa occasione.
Anche la rana di questa mattina la pensava così.

Se vuoi leggi anche: Maglia tecnica in lana merino anche per attività estive



lunedì 10 agosto 2015

Maglia tecnica in lana merino anche per attività estive

http://www.reda1865.com/rewoolution/it/

​Ho avuto modo di provare una T-shirt di lana merino della Reda rewoolution.
Quando prepari uno zaino per un'attività sia essa di poche ore, o di più giorni, la cosa fondamentale è avere tutto quello che ti potrebbe servire con il minimo spazio e il minor peso possibile.
Quindi il fatto di poter contare su un primo strato termico estremamente affidabile significa banalmente poter portare almeno una maglia in meno, meno materiale, meno peso, meno volume.
La lana è estremamente affidabile per la naturalezza del materiale, per l'isolamento termico sia dal freddo che dal caldo, dalla grande traspirazione che lascia la pelle sempre asciutta, dalle sue proprietà antibatteriche, e inodore, in pratica potete permettervi di indossare la maglia per partire e la potete togliere alla fine dell'attività senza mai toglierla anche dopo più giorni se non avete la possibilità di cambiarvi, senza avere conseguenze sgradevoli di cattivi odori (anche se si spera siano rare queste occasioni).  

ma partiamo dall'inizio...
Pratico molta attività fisica, arrampicata, montagna, trekking, lavori nei boschi, e di conseguenza ho spesso una forte sudorazione.

Passo parte dell'anno nei boschi a tagliare legna e manutenzione, e quando gli impegni lavorativi e familiari me lo permettono mi diverto a scorrazzare per montagne, ghiacciai e sentieri impervi, soprattutto durante l'inverno, nella neve e sul ghiaccio, arrampicando o semplicemente camminando; l'intimo di lana è sempre stato una garanzia, in attività fisiche pesanti e anche in inverno nelle giornate più fredde con una sudorazione molto elevata, la lana lascia evaporare velocemente l'eccesso di sudore e la pelle rimane sempre asciutta, altrimenti sarebbe sgradevole e poco salutare lavorare tutto il giorno con la maglia bagnata a contatto con la pelle.
In Montagna poi i cambi di temperatura sono repentini, ed essere bagnati in una zona d'ombra non è per nulla raccomandabile.
In primavera il capo in lana è molto utile per le stesse motivazioni, la lana isola anche durante le prime giornate calde, attenuando parte del calore solare e diminuendo la sudorazione.
Altro caso invece è la lana in piena estate, dove le temperature sono estremamente elevate...

La lana è un filato naturale e non sintetico, questo varrebbe già la pena di prenderla in considerazione.

Una volta si usava il cotone, fresco se asciutto, ma se sudavi non asciugava velocemente, e la sensazione di bagnato sulla pelle è estremamente sgradevole. Inoltre una volta lavata ci metteva molto ad asciugare.

In tempi più recenti si utilizzano maglie tecniche sintetiche, non particolarmente scomode, veloci da asciugare sia dal sudore che dopo essere state lavate, però restano di materiale sintetico, e non mi piace portarle in continuazione sopratutto in trekking o viaggi molto lunghi sempre tessuti sintetici a contatto con la pelle, anche per più giorni.
La lana merino in estate è stata una gradevolissima sorpresa, le sue doti di traspirazione e comfort in climi freddi erano note e apprezzate, ma l'estrema calura era da provare.
L'ho testata in giornate molto calde e in attività fisica intensa, dove la sudorazione è molto elevata anche facendo pochi movimenti.
Il risultato è stato sorprendente, il tessuto trasporta l'umidità della pelle verso l'esterno, la lascia evaporare velocemente lasciando sempre la pelle e la maglia asciutta, quindi anche con più strati gli indumenti restano sempre asciutti e confortevoli (a patto che anche gli altri strati si comportino allo stesso modo).
Ho provato una t-shirt con grammatura 190 Grammi (Leggera), esistono anche grammature inferiori, ma io lo trovo un peso ideale per attività durante tutto l'anno, sia da portare da sola come capo unico, sia come primo strato in giornate fredde sotto strati ulteriori anche su neve e ghiaccio come strato isolante termico, sotto il guscio isolante.
Al tatto è molto morbida e fresca, l'aspetto è di una maglia tecnica, si può anche portare come una qualsiasi maglietta, ha una ottima vestibilità.

Indossando la maglia si ha una piacevole sensazione avvolgente, aderente alla pelle per svolgere al meglio il suo compito di raccogliere l'umidità in eccesso, non punge, e l'estrema particolarità della lana che mantiene la temperatura corporea, isolando dal caldo esterno e proteggendo dal freddo, fanno della maglia di lana tecnica un'ottima compagna per le vostre attività ed avventure, anche intense.

​Per le caratteristiche tecniche della maglia vi rimando al sito della casa produttrice:

http://www.reda1865.com/rewoolution/it/


domenica 31 luglio 2011

RITIRO E SOSTITUZIONE: MOSCHETTONE SALEWA HOT G2 BENT/ N° ART.: 1557 (Solo i numeri di serie 02 11 e 03 11)




RITIRO E SOSTITUZIONE: MOSCHETTONE SALEWA HOT G2 BENT/ N° ART.: 1557
Solo i numeri di serie 02 11 e 03 11

Il ritiro riguarda i moschettoni modello Hot G2 Bent.

Le caratteristiche del moschettone in questione sono le seguenti:
Numero articolo: 1557 Hot G2 Bent     Colore: 0999/ rosso

I moschettoni Hot G2 Bent da ritirare hanno i seguenti numeri di serie:
      02 11     03 11
Questi numeri sono riportati accanto alle indicazioni relative al carico di rottura del moschettone (vedi figura) oppure sul lato anteriore del moschettone, accanto al numero di certificazione.

Il ritiro riguarda solo i moschettoni. Non essendoci Express-Set SALEWA originali per questi moschettoni, il ritiro NON RIGUARDA gli Express-Set SALEWA.

Il contesto:
Per garantire la massima qualità e sicurezza, SALEWA sottopone l’attrezzatura di sicurezza a test regolari. Abbiamo dunque condotto dei test sulla capacità di carico dei moschettoni, durante i quali si sono riscontrate delle irregolarità rispetto ai valori di norma del carico di rottura.
Attenzione. Il test è stato condotto in condizioni estreme, altamente improbabili nella prassi quotidiana. Tuttavia per evitare qualsiasi rischio a chi li utilizza, SALEWA ha deciso, come misura precauzionale, di ritirare dal mercato tutti i moschettoni Hot G2 Bent con i numeri di serie menzionati.

Preghiamo tutti i possessori di moschettoni di mettersi in contatto con un rivenditore specializzato SALEWA o direttamente con SALEWA Sportgeräte GmbH.
I moschettoni corrispondenti alla descrizione saranno sostituiti con moschettoni nuovi.

Avvertenza: Verranno sostituiti esclusivamente i moschettoni modello Hot G2 Bent con i numeri di serie sopraindicati. Il ritiro NON concerne gli altri moschettoni.

Per maggiori informazioni: SALEWA Sportgeräte GmbH, Hotline (dalle 9.00 alle 16.00) 089-90993 120, E-Mail recall@salewa.com
Per tutte le altre informazioni sul ritiro, visitate il sito www.salewa.com.

Per info:
http://www.salewa.it/it/azienda/news-1/ritiro%20e%20sostituzione-2

mercoledì 18 maggio 2011

Bastoncini da Trekking - Nordic Walking

Il supporto del bastoncino da trekking, evoluzione del classico bastoncino da sci fisso, è notevole sia in salita che in discesa, allevia il carico sulle giunture delle gambe, coordina la camminata, conferisce maggiore stabilità su terreni impervi.

Le diversità dei modelli proposti sul mercato possono essere notevoli, dipendente dal tipo di materiale utilizzato, per la leggerezza, la robustezza, le caratteristiche tecniche proposte, ecc...

Sarebbe bene tenere in considerazione il fatto che se dovete poi riporre i bastoncini nello zaino, una volta richiusi non devono avere un grosso ingombro, in quanto potrebbero essere d'intralcio in caso di salite difficoltose.

I bastoncini rigidi durante le marce di avvicinamento erano ottimi e garantivano la resistenza e la sicurezza necessaria per la salita e la discesa, ma inevitabilmente quando si arrivava in prossimità di un tratto verticale, i bastoncini rigidi erano di notevole ingombro, e riposti nello zaino erano molto sporgenti e di conseguenza molto pericolosi.

Sulla loro utilità non ci sono dubbi, in tal modo possono esercitare una forza durante la salita, alleviando il peso sulle ginocchia e alleggerendo il carico sulle caviglie che così possono essere controllate con maggiore stabilità.

Inoltre il movimento con le braccia sincrono con il movimento delle gambe, fornisce un movimento più fluido, il cuore batte meno, essendo meno sotto sforzo e la camminata è decisamente più leggera; si cammina meglio.

I bastoncini per essere molto utili, devono essere due, uno soltanto aiuta, ma non ottiene lo stesso risultato, la camminata risulta essere sbilanciata verso la mano che tiene il bastoncino, e la schiena di conseguenza non è dritta e fa uno sforzo laterale.
Quindi il mio consiglio è di utilizzarne sempre due.
Qualcuno potrebbe obbiettare che l'utilizzo dei bastoncini limita le prese con le mani, essendo impegnate a tenere i bastoncini, ma se dovete salire utilizzando le mani, i bastoncini non vi servono in quel determinato momento.

Il bastoncino deve servire per agevolarvi la salita in terreni percorribili senza l'uso delle mani (camminate, avvicinamenti, alta quota su ghiaccio, ma quasi pianeggiante o molto semplice), se andate sul difficile allora adottate una o due piccozze…; e vi deve servire durante la discesa, soprattutto durante la discesa, dove il peso dello zaino tende a spingervi verso valle e il sostegno dei bastoncini risulta di utilissimo sostegno.

I bastoncini telescopici sono nati dall'evoluzione dei bastoncini tradizionali, eccezionali, per la loro robustezza e per la loro leggerezza, rispetto al vecchio alpestock di legno, ma avevano il problema, che non si potevano accorciare e quando non erano necessari, oppure quando erano d'ingombro durante una salita, vedi per esempio durante una tappa di avvicinamento alla vetta, su terreno facile, per poi dover passare alle piccozze, o alla salita a mani nude, il bastoncino non si sapeva più dove riporlo e così lungo era d'impiccio.

Per questo le case costruttrici si sono specializzate e hanno inventato il bastoncino telescopico, che quando non serve si può accorciare e riporre nello zaino.

Sicuramente è meno robusto del suo antenato, in quando al posto di un pezzo unico di alluminio ne ho due o tre (a seconda dei modelli), con una giunzione meccanica che li tiene uniti.
Il sistema di fissaggio funziona avvitando un pezzo dentro l'altro e in tal modo si fissano, svitando si ottiene l'effetto opposto, oppure con più semplici ed efficaci chiusure esterne che fissano i pezzi insieme.

Esistono bastoncini anche in fibra di carbonio, più leggeri, ma secondo me più fragili e soggetti a rottura e non troppo consigliabili in caso di maltempo.

I vantaggi sono comunque notevoli, e anche se sottoposti a pressioni le giunture meccaniche resistono bene, purché siano avvitate o fissate correttamente.

Normalmente le taglie dei bastoncini sono uniche, e il bastoncino può essere accorciato o allungato in media da una 60 cm circa a 130/135 cm di lunghezza massima, se avete esigenze diverse dovreste provare a cercare qualcosa di specifico.

Potete trovare bastoncini con impugnature di tutti i tipi, dalla manopola in plastica, in gomma in sughero, in gomma piuma, a pomolo, o a forma di T per le camminate più leggere,
Un dettaglio importante è che siano dotati di un sistema antishock, formato da una molla nell'ultima parte del puntale che attutisce le vibrazioni e i contraccolpi durante la discesa.

Fate attenzione, solo durante la discesa, perché in salita avere un sistema di ammortizzazione, significherebbe avere una perdita di energia nella spinta verso l'alto.
Alcuni, per non dite tutti i bastoncini sono forniti con una rotella da porre in fondo vicino al puntale, evita che durante camminate sulla neve o su terreni molto morbidi il bastoncino affondi troppo, e quindi non sia di nessuna utilità; e un copri puntale in gomma, per evitare di raschiare la punta su superfici non dure che potrebbero risentire dell'usura col tempo, e per evitare il rumore sulle pietre, su terreni asciutti.

Alcune case costruttrici hanno sperimentato ed adottato bastoncini molto tecnici in cui la manopola risulta essere inclinata rispetto all'asse stesso del bastoncino per agevolare la presa del polso assecondando la sua naturale inclinazione.

Maggiori sono gli accorgimenti e le caratteristiche tecniche, maggiore sarà il prezzo che andrete a spendere.
Ma solo l'esperienza vi potrà essere d'aiuto per sapere quali bastoncini sono più adatti alla vostra attività.
I prezzi dei bastoncini con le caratteristiche appena citate oscillano in media dalle 10 euro a bastoncino a oltre 50 euro a bastoncino.

La vendita solitamente è fatta singolarmente, ma potete trovare occasioni di vendita a coppie.
Prima di mettervi in camino regolate i bastoncini, in modo da avere il controllo della situazione, maggiore è il livello di pendenza, minore sarà la lunghezza del bastoncino.
Avvitate sempre bene i bastoncini in modo da avere un supporto sicuro su cui appoggiarvi.
All'occorrenza, su alcuni tipi di bastoncini è possibile fissare la macchina fotografica e utilizzarli come piedistallo per fare foto, evitando le vibrazioni.

Negli ultimi anni sono usciti modelli di bastoncini che supportano adeguatamente il Nordic Walking, una camminata naturale unita all'utilizzo di due bastoncini per ottenere notevoli benefici.

Alcune proposte:

Bastoncini da Trekking

Bastoncini da Nordic Walking





lunedì 16 maggio 2011

Come scegliere uno zaino da trekking / arrampicata


La scelta dello zaino, anche se può sembrare paradossale è quasi come quella di un paio di scarpe.
Non tutti gli zaini vanno bene per tutti e per tutti gli usi.
Lo zaino deve "calzare", essere adatto alla vostra corporatura.
Lo zaino deve essere adatto al tipo di attività che andrete a svolgere, il più possibile leggero, ma composto da un materiale resistente agli strappi e all'usura da sfregamento, non è conveniente aprire varchi indesiderati nello zaino se siete lontani dalla civiltà...
Di forma anatomica se le vostre attività tendono al verticale, o comunque necessitate di movimenti il più fluidi possibile e un eccessivo ingombro sulla schiena sarebbe di intralcio.
Ogni suggerimento è utile, ma sono le vostre spalle e la vostra corporatura che possono solo dire se è lo zaino adatto a voi.
Lo zaino deve calzare a pennello, deve essere fatto per le vostre dimensioni.
Sono importanti gli spallacci che dovrebbero essere imbottiti bene, soprattutto su zaini di grosse dimensioni, importantissima la fascia lombare alla vita, che deve essere il più avvolgente possibile, perché il maggior peso dello zaino non deve essere sulle spalle, ma sui fianchi se non volete arrivare a destinazione con la schiena a pezzi e le spalle doloranti.
Deve essere ben bilanciato, ricordate per fare queste prove sarebbe utile riempire lo zaino, a zaino vuoto possono sembrare tutti ottimi zaini.
Oltre allo zaino importantissimo in fase di scelta, è anche utilissimo imparare a inserire gli oggetti all'interno dello zaino, uno zaino con una disposizione scorretta a parità di peso effettivo quando lo trasportate può essere molto più fastidioso e aumentarne il peso in quando il baricentro dello stesso risulta essere fuori asse.
Gli oggetti pesanti sul fondo dello zaino, e il più possibile verso la schiena.
Inoltre considerate anche che materiale vi serve, gli oggetti con un' alta frequenza di utilizzo devono essere messi in posti accessibili facilmente, altrimenti perdete tanto tempo nella ricerca del necessario.
Le dimensioni dello zaino sono fondamentali, qualche litro in più piuttosto, ma se vi limitate a semplici passeggiate non è necessario un 80 litri!
Per semplici trekking di un giorno un 30/40 litri, per pernotti in rifugio, quindi senza tenda al seguito fino a 55 litri, se il vostro materiale è notevole, e per evitare di avere oggetti appesi all'esterno dello zaino è bene prevedere una capienza superiore.
Controllate che lo schienale abbia qualche sistema di regolazione dell'altezza e della corporatura, sistemi ergonomici spesso facilitano il trasporto del carico e distribuiscono correttamente il peso, sempre a patto che abbiate seguito le regole per il miglior riempimento dello zaino, mettendo i pesi gravosi in basso (non può fare miracoli).
Morbidi spallacci e fascia ventrale.

Cappuccio dello zaino regolabile per fermare eventuali oggetti ingombranti.
Cinghie di compressione per restringere lo spazio all'interno quando lo zaino risulta essere non completamente pieno, e per evitare che il materiale si muova all'interno, rendendo stabile e fisso il peso.

Impermeabile, anche se a lungo andare nessuno zaino è perfettamente impermeabile, per l'eccellenza occorre optare per sacche a tenuta stagna che non sono certo leggerissime..., ma adottando ulteriori strati impermeabili all'interno dello zaino, come la divisione in sacchetti del materiale all'interno dello stesso aumentano l'impermeabilità ed il vostro prezioso carico resterà asciutto più a lungo, sotto una pioggia battente per ore è difficile che lo zaino non lasci passare parte dell'acqua.
Porta materiale, supporti posta bastoncini e/o piccozze sono utili.
Considerate anche eventuali tasche interne per le sacche di approvvigionamento idrico, tipo Camel bag, ottimo sistema di reidratazione senza dovervi continuamente togliere e mettere lo zaino.

La scelta di un buon prodotto vi accompagnerà per tanti anni.
Considerate anche che maggiori accessori aumentano il peso dello zaino, per cui se non sono necessari evitateli, o comunque che abbiano la possibilità di essere rimossi in caso di non utilizzo.
Cerniere verticali lungo tutta la lunghezza dello zaino spesso facilitano l'accesso ed il recupero del materiale, ma nello stesso tempo indeboliscono l'insieme della struttura, una cerniera risulta comunque meno solida e soggetta a rottura di uno strato di tessuto integro, anche se risulta effettivamente utile avere un accesso simile, ma se disponete gli oggetti n modo corretto se ne può fare a meno.
Eventuale possibilità di aggiungere tasche laterali, per aumentare la capacità di carico a scapito di una minor assetto ergonomico (sconsigliate per alpinismo, possono limitare i movimenti).

venerdì 18 febbraio 2011

PowerTrekk - caricabatterie all'idrogeno


foto http://www.powertrekk.com/
 Caricabatterie all'idrogeno
 
"PowerTrekk" è un caricatore leggero, tascabile, destinato agli utenti che sono spesso lontani dalla rete elettrica. 

Per assicurare ovunque alimentazione istantanea, "PowerTrekk" utilizza l'avanzata tecnologia della cella a combustibile che trasforma in maniera pulita ed efficiente l'idrogeno in energia elettrica.
Grazie alla custodia robusta e resistente all'acqua, nonché alla solida tecnologia presente al suo interno, "PowerTrekk" è concepito per soddisfare le richieste più esigenti. "PowerTrekk" è una soluzione 2 in 1, poiché è sia una batteria che una cella a combustibile. La batteria portatile può essere utilizzata da sola come fonte istantanea di alimentazione elettrica o buffer di accumulo per la cella a combustibile.
La cella a combustibile permette di caricare istantaneamente una batteria completamente esaurita senza mai aver bisogno della presa a muro.
Gli utenti devono semplicemente inserire una cartuccia di combustibile e aggiungere acqua. Per ricaricare i dispositivi portatili, come ad esempio i telefoni cellulari, le macchine fotografiche e i dispositivi GPS, basta collegarli tramite porta USB al caricatore "PowerTrekk". L'energia ottenuta dall'idrogeno può essere ricavata da diverse fonti alternative, quindi il sistema si basa su "un'alimentazione flessibile".
Il processo chimico è sicuro ed ecologico, e l'unico sottoprodotto della cella a combustibile è un po' di vapore acqueo.


Per ulteriori informazioni visita il sito:

http://www.powertrekk.com/

giovedì 28 agosto 2008

I NODI DI FRANZ BACHMANN



I NODI DI FRANZ BACHMANN

Su questo simpaticissimo sito www.eneafiorentini.it ho trovato una sezione dedicata ai nodi utili per effettuare nodi bloccanti e a scorrimento lento anche senza maniglie (jumar)o altri attrezzi.

Interessantissima segnalazione, perchè non sempre in caso di necessità o soccorso si hanno sempre e comunque tutte le attrezzature del caso, e imparare o rispolverare questi nodi è utilissimo ed in alcuni casi indispensabilmente vitale.

ve la propongo come promemoria.

1 - Dal Nodo Moschettone al Nodo FB-asola

2 - Nodi per la risalita - toprope

3 - Nodi bloccanti per le ferrate

lunedì 3 marzo 2008

Come scegliere una giacca da montagna

La diffusione sul mercato di giacche è vastissimo, dalle giacche per sciare, alle giacche che si possono utilizzare in tutte le stagioni, a quelle create solo per la vita cittadina, che sostituiscono egregiamente gli indumenti invernali, quali cappotti e altri generi di indumenti pesanti.
Prima di avventurarci nella conoscenza delle giacche, vediamo due piccoli dettagli. La scelta della giacca è in funzione di cosa dovete affrontare.
Inutile comprare materiale altamente tecnico solo per fare quattro passi nella neve, per cui una volta valutati i vostri obbiettivi potete procedere con le valutazioni.
Un consiglio se le vostre esigenze sono piuttosto elevate, affidatevi a marche altrettanto elevate, il materiale è di ottima qualità e siete sicuri che non vi lasceranno a piedi.
I nuovi materiali sono sempre più leggeri e resistenti, ma il costo della ricerca e del tessuto si fa sentire.
Le cose importanti in una giacca da montagna sono la robustezza, l'impermeabilità e l'isolamento dal vento.
Io prediligo le giacche senza interno, i cosiddetti gusci, che permettono di essere indossate da sole, o con ulteriori strati termici aggiuntivi a seconda della stagione o delle necessità.
Stiamo parlando prettamente di giacche tecniche, con un prezzo adeguato alla qualità del prodotto (alto, rispetto alle normali giacche da turismo), che offrono un alto comfort sia per quanto riguarda il lato termico, sia per l'impermeabilità del capo; quasi tutte in doppio o triplo strato di GORETEX, con aperture per l'areazione e l'eliminazione del sudore, che così tende a non formarsi e a lasciare la pelle asciutta anche sotto gli strati sovrapposti (metodo a cipolla).
La vastissima gamma delle giacche spazia dalle giacche leggere per l’allenamento al quelle pesanti per l’inverno con imbottitura in ottimo piumino, impermeabili e traspiranti, oppure molto funzionali sono le giacche a triplo strato di Goretex, molto sottili, che unite a pile da attaccare all’interno tramite cerniere può diventare una giacca invernale per i più freddolosi.
Da qualche anno sul mercato c'è il GORETEX XCR, un goretex a doppio strato, ma con caratteristiche di estrema leggerezza e resistenza.
Una componente assai importante in una giacca non è tanto il grado di impermeabilizzazione, indispensabile certamente, ma anche il fattore traspirazione è altrettanto indispensabile, in quanto sotto un telo di plastica, siete al riparo dall’esterno, in quanto l’acqua dall’esterno non penetra, ma siete comunque fradici per la condensa del vostro sudore nella parte interna del tessuto.
Il fattore traspirazione è indispensabile per espellere la condensa del vostro corpo che muovendosi genera.
Per una buona funzionalità del processo, occorre che tutti gli strati che avete, funzionino da carta assorbente e tolgano l’umidità dalla vostra pelle verso l’esterno, strato dopo strato, dalla parte interna verso la parte esterna.

In tal modo resterete sempre asciutti e il freddo non vi aggredirà più di tanto, quando siete fermi, a corpo fermo e in raffreddamento se avete gli indumenti bagnati patite maggiormente il freddo.
Io preferisco la tipologia di giacche leggere, utili in tutte le stagioni, antivento, e impermeabili, traspiranti e con le cerniere sotto le maniche per aumentare al massimo la ventilazione della giacca in caso di temperature elevate e la necessità di indossare comunque la giacca.
Per aumentare lo strato termico, di per sé già elevato, in quanto se una giacca resiste al vento e vi toglie il sudore dalla pelle, evitando la formazione della condensa all’interno ha già risolto il 70% del vostro calore, con l’aggiunta di un’ulteriore strato termico, come potrebbe essere un pile, e il vostro corpo è protetto al 100%.
Quando scegliete una giacca, fate attenzione al materiale di cui è composta deve essere un materiale impermeabile, ma traspirante, come ad esempio il Goretex o il Powertext, se fate grandi attività fisiche con la giacca, necessitano ulteriori aperture per aumentare la ventilazione del corpo.
Se utilizzate il casco durante le vostre attività controllate che il cappuccio sia concepito per inglobare il casco dentro il cappuccio, e il movimento della testa lateralmente non sia inibito nei movimenti, che devono restare fluidi.
Culisse in vita evitano che la neve penetri dentro la giacca, bagnandola e bagnandovi gli strati sottostanti.
Patta copri cerniera, meglio se doppia, aumenta la resistenza al vento e alle intemperie.
Tasche di facile apertura anche se avete i guanti, tasche interne per la salvaguardia di materiale particolarmente delicato;
chiusura dei polsini a velcro, per sigillare la manica da infiltrazioni di neve con e senza guanti.
La giacca nonostante tutti gli accorgimenti sopra citati deve restare leggera, ogni grammo in più è fatica che farete per trasportarla. E deve essere il più comprimibile possibile, in quanto meno spazio occupa minore è il bagaglio che vi dovrete accollare.

Durante l'utilizzo intenso delle giacche, spesso o quasi inevitabilmente si possono generare strappi accidentali creati da rami, rocce, chiodi ramponi o altro, in questo caso è necessario, se ci si trova in attività è necessario "tamponare" lo strappo con nastro, poi a casa se lo strappo non è di grosse dimensioni esistono pezze applicabili, reperibili dal vostro rivenditore; oppure l'utilizzo intenso può rendere la superficie della giacca non più perfettamente impermeabile, in tal caso è necessario reimpermeabilizzare la superficie di tutta la giacca, anche per questo trattamento esistono prodotti specifici.   
Bi

lunedì 18 febbraio 2008

Trekking Invernali - cosa mettere nello zaino


Trekking di un giorno:

Lo Zaino...
Per un trekking di un giorno, basta uno zaino da circa 30 litri, non meno in quanto non si può avere uno zaino per ogni evenienza, per cui, meglio uno zaino leggermente più capiente, invece di constatare poi che parte del vostro materiale non ci entra.

Queste informazioni sono solo di esempio, ognuno è libero di aggiungere o togliere quello che all'occorrenza ritiene superfluo, ma in molte occasioni anche quello che pare superfluo potrebbe rivelarsi indispensabile.
Con questo non dovete partire con il materiale per affrontare una scalata in alta quota, ma ci sono cose che non dovrebbero mai essere lasciate a casa.

Tutto deve essere commisurato a quanto dura la vostra escursione e a che quota vorreste arrivare; in molte occasioni questi due indumenti mi sono stati molto utili.

Gli indumenti...
Soprattutto durante la stagione invernale, L'isolamento termico ha un'importanza molto rilevante; ricordate che anche se partite con il sole, in montagna il tempo cambia molto rapidamente, e la temperatura scende altrettanto rapidamente, per cui è utile partire con un abbigliamento a strati, da togliere e aggiungere in caso di necessità.
Prevedete sempre di avere un indumento antivento e antipioggia.
Se eliminate il vento e l'umidità avete risolto gran parte delle problematiche.

I guanti sono indispensabili, se le mani sono congelate, sono inutilizzabili, fate in modo che un paio di guanti restino sempre in fondo allo zaino, anche nelle stagioni estive.

Facciamo una breve liste delle cose che dovrebbero entrare nello zaino:
Dovete cercare di avere l'indispensabile nel minor peso possibile.
  • Guanti
  • Guscio leggero antivento e anti pioggia (Tipo Goretex)
  • strato termico (isolamento dal freddo)
  • strato traspirante (molto importante)
  • pantaloni in goretex o materiale strech che asciuga molto rapidamente
  • coltellino multiuso
  • Borraccia
  • cordino
  • Accendino
  • Fazzolettini di carta
  • Occhiali da sole con protezione, totale se si prevede di raggiungere quota neve.
  • Berretto
  • un Kit di primo soccorso (utile in caso di piccoli inconvenienti).
  • un telo termico (telo argentato termo riflettente) potrebbe essere molto utile in caso di emergenza
  • torcia frontale con batterie di ricambio (l'oscurità arriva prima in inverno)
  • Consigliata una buona carta topografica dettagliata della zona, soprattutto se non conoscete bene il posto.
  • una maglietta di ricambio è consigliabile.
  • un indumento termico, pile o altro (se non siete freddolosi anche senza maniche, è più leggero)
  • Utile un telefono cellulare, anche se non ci farei troppo affidamento, in montagna potrebbe non esserci copertura della rete.
Lo strato traspirante è quello a diretto contatto con la pelle, che deve eliminare velocemente il sudore e far traspirare verso gli strati superiori l'umidità in modo tale da lasciare la pelle asciutta e non far perdere ulteriore calore al corpo.
Altrimenti potete avere tutti gli strati isolanti che volete, ma resterete comunque bagnati e infreddoliti.
Un utile consiglio è quello di racchiudere il vostro materiale in sacchetti di plastica, prima di inserirli nello zaino, gli indumenti/materiale resterà più asciutto anche in caso di forte pioggia.

facoltativi, anche se molto utili possono essere:
  • Bussola
  • Altimetro
  • macchina fotografica
  • matita e fogli per appunti
  • Binocolo compatto
Fino qui si tratta di uno zaino quasi normale, a parte gli strati termici aggiuntivi, poi per un trekking invernale sono necessari alcuni accorgimenti per non avere problemi:

  • un paio di scarponi rigidi o semi rigidi, in goretex o comunque impermeabili o con lo scafo in materiale plastico, è importante che il piede resti asciutto e possibilmente caldo
  • Ghette (vi evita che la neve entri negli scarponi)
  • Racchette da neve
  • Ramponi per il ghiaccio (in alternativa o in aggiunta alle racchette da neve)
  • piccozza
  • uno spezzone di corda
Per camminare nella neve le racchette sono più utili, in quanto galleggiano anche nella neve alta, su superfici ghiacciate i ramponi hanno una migliore presa e tenuta.

In aggiunta per i particolari indumenti o materiali specifici dipende da che attività mi prestate ad affrontare.

Da non sottovalutare gli alimenti e le bevande, possibilmente non gassate.

Per ulteriori dettagli chiedete pure...

Considerate anche l'eventualità di dover scaldare bevande calde, per cui all'occorrenza potrebbe servire:
  • un Fornellino con bombola
  • un contenitore per far scaldare le bevande di materiale metallico
  • un cucchiaio

Trekking di più giorni:


Se la vostra avventura dura più giorni occorre prevedere uno zaino più capiente e una maggiore quantità di materiale.
basiamoci su una dimensione media, 40 litri sono sufficienti, se il materiale da trasportare è tanto, meglio prevedere nell'acquisto di uno zaino con un capacità superiore, 55 litri potrebbe risolvere tutti i problemi.

le cose da portare sono le stesse della parte precedente, non le ripeto perché ritengo indispensabile la lettura anche delle note, non solo dell'elenco di oggetti, per cui vi rimando alla lettura della parte relativa al materiale necessario per una sola giornata.

Considerate che il pernotto in inverno è molto rigido, per cui dove possibile appoggiatevi a strutture come rifugi o bivacchi.

Oltre al materiale già citato che dovrebbe essere sempre presente vanno aggiunte altre cose:

Materiale per la notte:
  • sacco a pelo
  • materassino autogonfiante/ stuoino per un buon isolamento dall'umidità del terreno se non dormite in rifugio.
  • indumenti asciutti per dormire
  • una pila, meglio se frontale con batterie di ricambio, utile per muoversi nella notte lasciandovi le mani libere.
  • Berretto di lana
  • Ricambi Vari
  • ulteriore strato termico (Pile)

Non guasta prevedere anche:
  • Telo termico di emergenza
  • Fischietto
Mangiare
quello che vi potrebbe servire, ma considerate di avere sempre una scorta di

  • Reintegratori salini
  • Cioccolato
  • Zucchero in zollette
spero che vi possa essere utile in qualche modo.

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Trekking estivi - cosa mettere nello zaino


Trekking di un giorno:

Lo zaino...
Per un trekking di un giorno, basta uno zaino da circa 30 litri, non meno in quanto non si può avere uno zaino per ogni evenienza, per cui, meglio uno zaino leggermente più capiente, invece di constatare che parte del vostro materiale non entra nello zaino.

Queste informazioni sono solo di esempio, ognuno è libero di aggiungere o togliere quello che all'occorrenza ritiene superfluo, ma in molte occasioni anche quello che pare superfluo potrebbe rivelarsi indispensabile.
Con questo non dovete partire con il materiale per affrontare una scalata in alta quota, ma ci sono cose che non dovrebbero mai essere lasciate a casa.

Tutto deve essere commisurato a quanto dura la vostra escursione e a che quota vorreste arrivare; in molte occasioni questi due indumenti mi sono stati molto utili.
  • Guanti
  • Guscio leggero antivento e antipioggia
Ricordate, anche se partite con il sole in montagna il tempo cambia molto rapidamente, e la temperatura scende altrettanto rapidamente, per cui prevedete sempre di avere un indumento antivento e antipioggia, la sola mantellina antipioggia se la vostra escursione dura più di un'ora potrebbe essere insufficiente.

Se le mani sono congelate, sono inutilizzabili.

Facciamo una breve liste delle cose che dovrebbero entrare nello zaino:
Dovete cercare di avere l'indispensabile nel minor peso possibile.
  • Guanti
  • Guscio leggero antivento e anti pioggia (Tipo Goretex)
  • coltellino multiuso
  • cordino
  • Accendino
  • Fazzolettini di carta
  • Occhiali da sole con protezione, totale se si prevede di raggiungere quota neve.
  • Berretto
  • un Kit di primo soccorso (utile in caso di piccoli inconvenienti).
  • Consigliata una buona carta topografica dettagliata della zona, soprattutto se non conoscete bene il posto.
  • una maglietta di ricambio è consigliabile.
  • un indumento termico, pile o altro (se non siete freddolosi anche senza maniche, è più leggero)
  • Utile un telefono cellulare, anche se non ci farei troppo affidamento, in montagna potrebbe non esserci copertura della rete.
a volte è meglio avere un buono strato sul corpo, lo zaino anche se si bagna non patisce, meglio una giacca al posto della mantellina.

un utile consiglio è quello di racchiudere il vostro materiale in sacchetti di plastica, prima di inserirli nello zaino, gli indumenti/materiale resterà più asciutto anche in caso di forte pioggia.

facoltativi, anche se molto utili possono essere:
  • Bussola
  • Altimetro
  • macchina fotografica
  • matita e fogli per appunti
  • Binocolo compatto
In aggiunta per i particolari indumenti o materiali specifici dipende da che attività mi prestate ad affrontare.

Da non sottovalutare gli alimenti e le bevande, possibilmente non gassate.

Per ulteriori dettagli chiedete pure...


Trekking di più giorni:


Se la vostra avventura dura più giorni occorre prevedere uno zaino più capiente e una maggiore quantità di materiale.
basiamoci su una dimensione media, 40 litri sono sufficienti, se il materiale da trasportare è tanto, meglio prevedere nell'acquisto un litraggio superiore, 55 litri potrebbe risolvere tutti i problemi.

  • Guanti
  • Guscio leggero antivento e anti pioggia (Tipo Goretex)
  • coltellino multiuso
  •  Borraccia
  • cordino
  • Accendino
  • Fazzolettini di carta
  • Occhiali da sole con protezione, totale se si prevede di raggiungere quota neve.
  • Berretto
  • un Kit di primo soccorso (utile in caso di piccoli inconvenienti).
  • Consigliata una buona carta topografica dettagliata della zona, soprattutto se non conoscete bene il posto.
  • una maglietta di ricambio è consigliabile.
  • un indumento termico, pile o altro (se non siete freddolosi anche senza maniche, è più leggero)
  • Utile un telefono cellulare, anche se non ci farei troppo affidamento, in montagna potrebbe non esserci copertura della rete.
  • Bastoncini da trekking
  • bussola (opzionale)
  • Altimetro (opzionale)
  • macchina fotografica (opzionale)
  • matita e fogli per appunti (opzionale)
  • Binocolo compatto (opzionale)
Oltre al materiale già citato che dovrebbe essere sempre presente vanno aggiunte altre cose:

Materiale per la notte:
  • sacco a pelo
  • materassino autogonfiante/ stuoino per un buon isolamento dall'umidità del terreno se non dormite in rifugio.
  • indumenti asciutti per dormire
  • una pila, meglio se frontale con batterie di ricambio, utile per muoversi nella notte lasciandovi le mani libere.
  • Berretto di lana
  • Ricambi Vari
  • ulteriore strato termico (Pile)

Non guasta prevedere anche:
  • Telo termico di emergenza
  • Fischietto
Mangiare
quello che vi potrebbe servire, ma considerate di avere sempre una scorta di

  • Reintegratori salini
  • Cioccolato
  • Zucchero in zollette
spero che vi possa essere utile in qualche modo.

Suggerimenti:

Bastoncini da trekking

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martedì 12 febbraio 2008

Vie Ferrate - consigli per l'uso

Vie Ferrate

Ciao, prendendo spunto da una recente indagine sulle vie ferrate volevo solleticarvi il palato con alcune notizie, non proprio positive.
Molti di voi, chi non frequenta la montagna forse non è direttamente interessato, ma forse questa informazione potrebbe risultare utile per valutare alcune situazioni o esperienze.

Le vie Ferrate, di per sè apparentemente, ma molto erroneamente sono considerate più facili di un'arrampicata vera su roccia con le metodologie tradizionali.

Erroneamente, perchè se consideriamo i fattori in gioco, si può ben presto valutare che i rischi che si corrono, molte volte senza rendersene conto sono grandissimi.

La cosa fondamentale quando si va in montagna è valutare il margine di sicurezza, certo il rischio esiste sempre, ma se il margine supera di molto le vostre capacità o esperienza sul campo, oppure la situazione è decisamente avversa ed il rischio aumenta esponenzialmente man mano che proseguite capite che l'azzardo ed il pericolo è sempre più forte e prossimo sempre più all'incidente; le cui conseguenze possono non essere banali, anzi molte volte in caso di caduta si rischia di farsi più male in ferrata che su una via classica.
Le motivazioni sono dovute proprio alla morfologia di queste vie, quasi sempre, nella maggioranza dei casi non propriamente verticali, per cui una ipotetica caduta vi vedrà interessati a picchiare contro la roccia, mentre in parete molte volte si cade appesi nel vuoto, e quindi il contatto con superfici altamente dure e taglienti è più rado, comunque in entrambi i casi occorre avere sempre esperienza.
Difficilmente le cadute da una ferrata sono letali, ma occorre comunque avere tutte le precauzioni del caso e non dare per scontato alcuni fattori determinanti.

Le forze in gioco sono enormi, nonostante non sembri così…

Per esempio l'esperienza mi a portato ad arrampicare con persone che per certi versi pur essendo alpinisti con una certa esperienza si fidavano un pochino troppo delle loro capacità e non consideravano l'errore, che ricordo è SEMPRE POSSIBILE anche se siete i migliori alpinisti sulla terra (vedi caso emblematico di Reinold Messner quando ha scalato il muretto di casa sua e si è fracassato cadendo…).
I DISSIPATORI, quegli stani aggeggi che attutiscono il grado di sforzo da parte della corda quando cadete e alleggeriscono il carico sulla stessa diminuendo la probabilità di rottura, per il troppo peso.
Il vostro peso in caduta libera per solo 5 metri, distanza più o meno standard tra un piantone e l'altro nelle vie ferrate, diventa spaventosamente alto in termini di peso d'impatto sulla corda!!!
Tale per cui se non ci fosse il dissipatore la corda potrebbe anche rompersi.
Inoltre vorrei portare la vostra attenzione su un particolare che a molti sfugge, ma se siete un pochino conoscitori delle realtà di cui stiamo parlando credo che mi possiate dare ragione (spero…)
Le vie ferrate, tralasciando le scalette in alcuni punti, e le funi di cui parleremo dopo, spesso sono fatte con ferri senza protezioni in punta, conficcati nella roccia per facilitare la salita in punti particolarmente ripidi, provate a pensare cosa potrebbe succedere se la vostra caduta vi portasse su uno di quegli spuntoni… non proseguo per ovvie considerazioni in merito.

In un caso a parte andrebbe considerata la tipologia di attacchi dei cavi d'acciaio della sicurezza delle vie ferrate, non ci avevo mai fatto caso, il cavo normalmente è fissato nella roccia ogni 5 metri da un piantone in ferro che imbriglia il cavo e quindi in caso di caduta ferma i moschettoni (ho detto I moschettoni non il moschettone, che DOVREBBERO SEMPRE ESSERE 2…) del malcapitato, ma in che modo li ferma?
In un'arrampicata classica senza cavo, solo con la corda gli slit o i friend, o altre tipologie di ancoraggio non fisse, l'anello a cui è collegato il moschettone del rinvio è posizionato in modo da far lavorare il moschettone quasi sempre in modo canonico, longitudinalmente, dove il moschettone ha una maggiore resistenza alla trazione.

In una caduta in ferrata, se il cavo non è posto in modo corretto, per esempio in modo che il fittone sia piantato in modo da lasciare che il cavo faccia una specie di asola che raccoglie il moschettone in caso di caduta, senza che questo arrivi al fittone, ponendo per esempio l'ancoraggio a monte con un'asola e poi lasciando che il cavo scenda di una decina di centimetri così da fare una specie di amo sul cavo, in questo caso il moschettone si comporterebbe in modo canonico e la caduta potrebbe essere considerata sicura, a meno di altri fattori che possono condizionare la caduta, come spunto ni di roccia, pioli che facilitano la salita, o altri ostacoli naturali o artificiali.
In caso contrario il moschettone potrebbe fermarsi direttamente sul piantone del cavo che lo ancora ala roccia con un conseguente lavoro trasversale per cui i moschettoni NON sono Proprio adatti a lavorare.

Sul vostro moschettone, o se prendete un moschettone da arrampicata classico, non quelli da supermercato per tenere le chiavi, vedrete che oltre alla marca all'anno di fabbricazione ci sono almeno 2 disegnini che indicano le forze per cui il moschettone è stato testato, una longitudinalmente, per la parte più lunga, l'altra per la parte più corta, e l'altra ancora per la parte lunga con l'astina aperta, l'unica cosa per cui non è testato è la forza in torsione, lavoro che si troverebbe a fare in caso di caduta fermata direttamente sul piantone del cavo della ferrata.

Spero di essere stato chiaro nell'esplicazione di questa definizione.

Con questo non dico che non dovete andare in montagna, ANZI, vi sprono a farlo, ma vi dico andateci con le dovute cautele e precauzioni.
La vita è bella e vale veramente la pena di essere vissuta intensamente, senza andarsi a cercare problemi o incidenti per la poca esperienza o superficialità nell'affrontare le situazioni.

Partite pronti al peggio, vedrete che non potrà andare male, per lo meno sarete pronti alle avversità.

Non sottovalutate mai le vostre condizioni psico fisiche.

Buona vita a tutti.

giovedì 7 febbraio 2008

ARVA - Cerca persone - Mammut BARRYVOX

Prendendo spunto dall'opinione appena letta sui cerca persone, più comunemente conosciuti come ARVA, vorrei aggiungere alcune spiegazioni...
I dispositivi Arva, sono nati per la sicurezza in montagna in caso di Valanga, e chiunque svolga attività in montagna dovrebbe averlo al seguito.
Purtroppo tra il dire e il fare... c'è di mezzo il mare e non tutti, sono disposti a spendere certe cifre per la propria sicurezza, confidando che le cose vadano sempre bene, oppure, senza la necessaria esperienza si avventurano in percorsi poco consoni alle proprie capacità.
A prescindere da questo, però c'è sempre l'imponderabile, che colpisce anche senza preavviso, si stacca una lastra di neve che fino a quel momento non dava nessun segno di cedimento, per il calore, per le sconsiderate evoluzioni che certi Free-ride tentano sulla neve fresca fuori pista, minando la propria e l'altrui incolumità...
fatto sta che quando una lastra di neve si stacca, inevitabilmente trascina verso valle qualunque cosa trovi sul suo cammino sommergendola.
molto utili in questo caso sono alcuni zaini di nuova concezione che come un airbag, si aprono sulla schiena e mantengono in galleggiamento il corpo sull'onda della valanga, evitando che si finisca troppo sotto la superficie, e quando la massa bianca si è fermata, sperando di non essere finiti in un crepaccio,dovrebbe essere abbastanza semplice l'orientamento da che parte sta la salvezza, e in poco tempo dovreste riuscire a riguadagnare la luce e soprattutto l'aria tanto agognata durante la caduta.
La neve durante una caduta in una valanga diventa come la sabbia ti si infila ovunque, nel naso, nella bocca e la sensazione è proprio quella del soffocamento, per cui prima riuscite ad uscire, maggiori sono le probabilità di salvezza.
Il tempo medio di un intervento dovrebbe essere inferiore alla mezz'ora, ma ci sono stati casi che anche dopo quasi un'ora sono ancora stati trovati vivi.
per cui è necessario in caso di valanga avvertire il prima possibile i soccorsi, e iniziare con il proprio ARVA, la pala e la sonda la ricerca dei sepolti.
La pala e la sonda DEVONO fare parte del vostro equipaggiamento da montagna se andate in zone in cui potrebbe anche lontanamente staccarsi una massa nevosa.
Otre al soffocamento, quindi alla momentanea perdita di conoscenza insorgono poi problemi di ipotermia, e le due componenti unite insieme fanno il resto.
Sono stati effettuati test proprio per determinare quali siano i sistemi per ritrovare persone all'interno di una valanga nel minor tempo possibile, e soprattutto, nel caso ci siano più arva che trasmettono contemporaneamente nella stessa zona.
il migliore fino ad ora provato, e stato il MAMMUT BARRYVOX.
è risultato il più affidabile, ha trovato il maggior numero di persone nel minor tempo.
Sono stati eseguiti test di ricerca persone sotto valanghe, e sono stati utilizzati vari tipi di cerca persone, il migliore in assoluto è stato
proprio il MAMMUT BARRYVOX, il più semplice ed efficace nella ricerca e nell'individuazione dei punti da scavare, anche in presenza di più persone da ricercare, quindi un segnale multiplo, da interpretare, senza confondersi e rimbalzare daun segnale all'altro.
nei 15 minuti prestabiliti ha ritrovato tutte e 4 le persone volontariamente sommerse.
Nella Realtà le cose si spera vadano sempre così.
A tale proposito vorrei segnalarvi due nuove iniziative che vanno ad affiancarsi al già largamente utilizzato zaino AIRBAG, che con i sui due sacchetti da 150 litri di aria e azoto vi fa galleggiare sull'onda della neve durante la caduta, è stato inventato un giubbotto AVEGEAR, simile all'AIRBAG ma invece diu gonfiarsi sulla schiena, si gonfia sulle spalle e sotto il collo, tenendo la testa sempre fuori dalla neve (si spera...), e un nuovo giubbotto di salvataggio denominato AVALUNGTM, brevettato nel 1996 da Thomas Crowley e prodotto dalla Black Diamond Equipment LTD che consta di un giubbino leggero in fibras intetica che andrebbe indossato in zone pericolose, o a rischio valanghe, e in caso di slavina il possessore prende dal collo del giubbino un boccaglio che gli permetterebbe di respirare durante la caduta e il rotolamento a valle della suddetta, e soprattutto permette in fase di ristagno di respirare sotto la neve, pare che questo oggetto abbia la capacità di assorbire e recuperare l'aria presente nella neve, e vi permetta di prolungare la respirazione di almeno un'ora sicuramente utile per permettere ai soccorritori di estrarvi dalla neve.
é ancora in fase di sperimentazione, ma mi sembra un ottimo prodotto, nonostante i costi ancora leggermente alti, ma con la sperimentazione e la diffusione a tappeto, i costi non possono che calare drasticamente.
Ribadisco ulteriormente, che la pala e la sonda sono indispensabili per l'auto soccorso e inoltre andrebbe fatto qualche corso per imparare ad usare tali strumenti, insieme all'arva nei fatidici 15 minuti, cercando di acquisire le tecniche necessarie a salvarsi e salvare la vita ai nostri compagni.
Spalare neve dura sotto tensione emotiva, al freddo, è molto faticoso, e l'arva occorre saperlo usare, non cerca le persone da solo, i segnali che emette vanno interpretati e valutati.
OCCORRE PREPARAZIONE e SOPRATTUTTO ORGANIZZAZIONE PREVENTIVA, la pala e la sonda vanno portati al seguito, non lasciati a casa, perchè ingombranti.
LA vostra, anzi, la NOSTRA salute non ha prezzo. per cui è assurdo risparmiare qualche centinaio di euro e/o qualche etto di materiale nello zaino, e rischiare conseguenze che possono rivelarsi catastrofiche.
fate sempre attenzione.
La montagna non la si conosce mai abbastanza.
e soprattutto difficilmente da una seconda possibilità se non siamo pronti a reagire.
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